domenica, marzo 30, 2025

Palermo. Lotta al crack e al degrado. l’Albergheria scende in piazza: “Non dimenticateci”


di CLAUDIA BRUNETTO 

Sono scesi in piazza per richiamare l’attenzione sull’Albergheria. Le parole «cura e rispetto» stavano scritte sullo striscione in testa, sorretto dai bambini e dai ragazzi del quartiere. 
«Il nostro quartiere è bello — dice Chiara — Soltanto che è molto sporco». La raccolta differenziata, appena partita stenta a decollare, ma sono tante le questioni aperte che gli “Stati generali” dell’assemblea “Sos Ballarò”, ieri pomeriggio, hanno rimesso ancora una volta sul tavolo. 


«Dopo tre anni il mercato al coperto è ancora terra di nessuno — dice Natale Ferla dell’associazione “Mercato storico di Ballarò” — Abbiamo atteso che attivassero le 41 partite Iva per regolarizzare chi, anche da cinquant’anni, vende al mercato, ma nulla. Il Comune sta seguendo la logica del mercato all’ingrosso, è una follia, non potrà funzionare. Abbiamo chiesto più volte un incontro e continuiamo a chiederlo senza successo». Il corteo, ieri, è passato proprio al fianco della struttura, nuova ma fatiscente, del mercato al coperto. Alle spalle, i ragazzi che si fanno di crack hanno trovato un nuovo rifugio. 
«Questo è diventato il mercato al coperto, invece di dare nuova linfa vitale al quartiere — dice Massimo Castiglia, consigliere della prima circoscrizione — Dobbiamo tutelare e curare con i giusti strumenti chi è in una situazione di dipendenza dalle droghe, dobbiamo stare al fianco della gente che vive all’Albergheria, un quartiere da sempre simbolo di accoglienza, un quartiere popolare dove l’avanzata senza argini del turismo sta rischiando di fare scappare i residenti che non trovano più case in affitto a prezzi consoni». 
A sfilare c’erano anche tutte le associazioni che da anni lavorano nel quartiere che a più riprese hanno lanciato appelli all’amministrazione comunale. 
«Siamo qui per reclamare la giusta attenzione che merita l’Albergheria come tanti altri quartieri emarginati della città — dice Massimo Messina dell’associazione Parco del sole — Lo meritano i bambini che lo abitano spesso costretti in contesti problematici che non gli permettono di vivere determinate esperienze che noi, invece, come associazione proponiamo». 
Ha sfilato anche una folta rappresentanza dei consiglieri comunali di opposizione e soltanto Ottavio Zacco della maggioranza da poco passato al Gruppo misto. Assente la giunta. «Sono troppe le promesse disattese in un quartiere con grandissimi cambiamenti e grandissimi problemi non affrontati dalla politica — dice Mariangela Di Gangi, consigliera comunale del Pd — I servizi in scadenza, i centri drop in per persone con dipendenza mai aperti, uno sviluppo turistico non regolato che porta a sbilanciamenti e spesso nasconde sfruttamento lavorativo. Serve intervenire senza avere come unico sguardo quello dell’ordine pubblico, serve investire sui servizi e farsi carico della questione sociale, la prima sicurezza che va riconquistata». 
Un forte appello dal corteo è partito anche sul fronte delle dipendenze. L’arcivescovo Corrado Lorefice che da sempre ha a cuore il tema, ha affidato il suo messaggio a don Enzo Volpe perché non ha potuto essere presente alla manifestazione. «Dopo mesi dall’approvazione all’unanimità della legge regionale per il contrasto alle dipendenze non ci sono ancora i decreti attuativi — denuncia don Volpe — Una vergogna, come se non avessimo fatto nulla. Bisogna svegliarsi. Questo è anche il pensiero del nostro arcivescovo». Il corteo ha attaversato tutto il mercato storico fino ad arrivare alla chiesa di San Saverio dove c’è il mercato del “baratto” ancora da regolarizzare. 
Una voce di protesta del quartiere si è alzata anche per Kitim Ceesay, il ragazzo gambiano di 25 anni ucciso a coltellate un anno fa a Ballarò. Anche sulla sua morte è caduto il silenzio. Nessun colpevole. Ma la gente di Ballarò in silenzio non ci vuole stare. E ha urlato forte: «Cura e rispetto». 

La Repubblica Palermo, 29/3/25

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