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Franco Russo |
di Mario Pintagro
Era nato a Caltanissetta nel 1937, a lui si deve la marcia dello Zingaro nel 1980 che, poco più di un anno dopo, portò all’istituzione della Riserva naturale orientata
Addio a Franco Russo, uno dei padri dell'ambientalismo siciliano. Russo era nato a Caltanissetta nel 1937 in una famiglia di intellettuali. Si era laureato in Agraria a Palermo per poi specializzarsi a Firenze in Scienze forestali. Determinante per la sua formazione fu l'esperienza negli Stati Uniti, a Seattle, dove conseguì ulteriori perfezionamenti.
Oltreoceano, Russo conobbe la struttura dei parchi e l'ambientalismo americano, ebbe a che fare con i rangers di tutti gli Stati e maturò piano piano la convinzione che fosse un modello esportabile anche in Sicilia.
A lui si deve anche l'energica, straordinaria marcia dello Zingaro del maggio del 1980 che fu di sprone per i politici siciliani. Allo Zingaro, un lembo di costa trapanese incontaminata, tra Scopello e San Vito Lo Capo, era già pronto un piano di sviluppo immobiliare che fu bloccato. Nacque così un anno dopo la prima riserva naturale siciliana, ancora oggi un modello di gestione delle riserve naturali siciliane.
“Fu una mobilitazione esemplare – ricordava Franco Russo – merito soprattutto dei giornalisti de "L'Ora” e del “Giornale di Sicilia” che riuscirono a creare un battage notevole. Quella marea umana che invadeva pacificamente lo Zingaro fu la migliore risposta allo scempio che avevano preparato speculatori di pochi scrupoli. Ma non ci accontentammo. Volevamo una legge per i parchi e le riserve e incalzammo i politici. Che risposero, grazie anche all'apertura di un fronte comune che guardava al di là dell'appartenenza politica”.
Arrivarono così a tagliare il traguardo altre riserve come i pantani di Vendicari, uno degli ultimi luoghi umidi della Sicilia. Russo aveva così messo a frutto anche la sua esperienza da dirigente dell'Azienda foreste demaniali della Regione Siciliana, istruendo articolo per articolo la legge sullo Zingaro, ma la Sicilia doveva restargli stretta, la sua natura errabonda e la capacità di parlare più lingue lo condussero nello Yemen per La Fao e in Niger. Poi, venne il momento dei parchi. Nel 1989 si trasferì a Nicolosi, vicino Catania, per seguire la realizzazione del Parco dell’Etna di cui sarà direttore reggente per diversi anni. Dal 1991 è stato componente della commissione parchi e aree protette dell’Unione internazionale conservazione della natura (Iucn) che ha sede in Svizzera. Con un simile bagaglio di esperienze naturalistiche, Russo fu nominato assessore provinciale nella giunta presieduta da Pietro Puccio, dal 1996 al ’98.
Quindi, è alla guida del Wwf siciliano. La sua profonda conoscenza della natura siciliana è stata di grande aiuto nell'elaborazione di “Carta natura”, insieme all'ecologo Silvano Riggio. L'Azienda foreste, con il contributo determinante degli assessorati al ramo, metteva in vetrina la natura siciliana, proponendo una quarantina di itinerari, dalle guglie rocciose della Quacella all'isola dei Conigli. Una carta bilingue, edita nell'’84, che ha contribuito alla diffusione nel mondo della bellezza naturalistica siciliana. GdS
La Repubblica Palermo, 24/3/25
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