ll manifesto in sei punti
Il razzismo non è un’invenzione.
In questi mesi siamo stati testimoni di una progressione del razzismo in
Italia, di uno sdoganamento della violenza verbale e fisica che coinvolge e
vede protagonisti non solo chi ha idee e pratiche di una certa destra, fascista
e populista, ma anche chi, vittima di paure e insicurezze, ha individuato negli
immigrati il nemico da perseguire, offendere, violare. Quarantacinque casi di
violenza, soltanto negli ultimi due mesi, hanno colpito in tutta Italia persone
di origine straniera, ma è solo la punta dell’iceberg, tantissimi casi temiamo
non siano stati denunciati per timore o per sfiducia.
(Ecco chi ha già firmato)
(Ecco chi ha già firmato)
Con questo manifesto vogliamo assumerci le nostre responsabilità e
affermare senza se e senza ma che un’emergenza razzismo esiste e va
riconosciuta come tale anche dalla politica, dalle istituzioni, dalle forze
dell’ordine e dall’intera società civile. Si è costruito ad arte e per ragioni
elettorali il mito dell’"invasione" che non corrisponde alla realtà.
L’Eurostat recentemente ha affermato che il trend di migrazioni verso l’Europa
— meta di una porzione relativamente molto ridotta di chi si sposta per cercare
una vita migliore — si manterrà stabile con circa 1 milione di ingressi l’anno,
compensando il calo demografico generale della popolazione. Come ha detto
recentemente Tito Boeri, insomma, dei migranti abbiamo bisogno. Resta da capire
se vogliamo accoglierli in modo eticamente e materialmente decoroso e
rispettoso della dignità di chiunque, oppure vogliamo accoglierli in un Paese
che li mortifica, li rifiuta, li disumanizza. L’escalation di razzismo di
questi mesi è stata sottovalutata, non ammessa, ridotta: è ora che l’Italia
guardi in faccia l’esistenza del razzismo, non possiamo più essere sordi e
ciechi dinanzi le discriminazioni e le violenze di cui sono vittime nella
quotidianità gli stranieri e gli italiani di "origine straniera".
Vogliamo denunciare tutto ciò ma vogliamo anche affermare e raccontare a chi
non si è accorto, a chi è anestetizzato da certi proclami, che l’Italia è,
ormai da anni, anzi potremmo dire lo è sempre stata, un incrocio di
culture, tradizioni, colori che ne fanno una terra ricca.
C’è una situazione generale di crisi e di ingiustizia, di non
soddisfacimento dei diritti di tutte e tutti, e c’è chi usa, strumentalizza le
paure e le incertezze di categorie sociali sempre più ampie. Sappiamo bene dove
questa strada può portare e non possiamo restare a guardare.
Tutte e tutti dobbiamo affermare con forza: no al razzismo. Perciò:
1. La vigilanza
Chiediamo che la politica, le istituzioni, le forze dell’ordine riconoscano
che in Italia c’è un incalzante e diffuso fenomeno di razzismo e che mettano in
atto azioni conseguenti che vigilino sui discorsi e atti razzisti e non li
consentano per la sicurezza di tutte e tutti coloro che ne sono vittime e per
la coesione sociale della nostra comunità.
2. La libertà di movimento
Riconosciamo la libertà di chiunque di muoversi, spostarsi, cercare la
felicità, salvare la propria vita o cercare di averne una vita migliore. Non
possiamo non interrogarci sulle cause che portano uomini, donne, anziani e
giovani a lasciare le proprie case, i propri affetti e i propri Paesi. Non
possiamo non interrogarci su leggi che non esistono o non permettono una
mobilità regolare e minori rischi per chi cerca di spostarsi affrontando, nella
maggior parte dei casi, viaggi a rischio della propria vita.
3. La cultura e l’educazione
Mobilitiamoci attraverso l’educazione, il diritto e la cultura: tutte e
tutti dobbiamo sentire il richiamo di questa responsabilità perché quella verso
cui andiamo è una società afflitta da una grave crisi di relazioni e rapporti,
che non sarà più capace di interagire al suo interno, figuriamoci mostrare
solidarietà all’altro, chiunque esso sia.
4. La politica sull’immigrazione
Denunciamo con decisione le modalità di fare politica che questo governo,
irresponsabilmente, sta adottando come tutte le politiche precedentemente
messe in atto relative all’immigrazione: direttive, circolari, dispositivi
fuori da qualsiasi disegno e immagine di società e governo democratico e
civile.
5. Le bufale sui numeri
Smantelliamo questa falsa narrazione su un’invasione che non esiste,
sfatiamo il mito — falso — che certe politiche di costruzione di muri portino a
una diminuzione degli arrivi perché, guardiamo in faccia la realtà, servono
solo a "clandestinizzare", a rendere più pericolosi i percorsi
migratori, servono solo a rendere ancora più forte quel fantasma del nemico che
non è nel migrante ma è in un sistema sociale ed economico iniquo. I dati ce lo
dicono forte e chiaro: non esiste un’invasione, esiste una cattiva gestione dei
flussi migratori, una cattiva gestione della distribuzione di coloro che
arrivano, e aumentare il livello di scontro politico in Europa non sta facendo
altro che porre l’Italia in una situazione di stallo e di "imbuto".
6. I diritti di cittadinanza
Lo diciamo dalla Sicilia, dai nostri quartieri che contengono insieme il
centro e la periferia: non vogliamo una guerra tra poveri, riprendiamoci il
discorso sui diritti e doveri di cittadinanza di tutte e tutti, perché è
l’ambiguità sui diritti di cittadinanza che sta spianando la strada alle
peggiori pulsioni xenofobe e razziste. La nostra multietnicità è un fatto e
soprattutto è una ricchezza per tutta la nostra società e da tutti i punti di
vista.
Non saremo complici della stigmatizzazione delle diversità, identificate
strumentalmente come fattori di alterazione dell’ordine collettivo.
Non saremo complici di una formulazione razziale delle questioni
geopolitiche e di un’economia di rapina.
Non saremo complici del disfacimento della società civile italiana, per
questo diciamo e invitiamo tutte a tutti a dire: no al razzismo.
La Repubblica Palermo, 14 agosto 2018
Volontariato, associazioni, laici e religiosi: ecco
chi ha già firmato
Ecco associazioni e personalità che hanno sottoscritto il manifesto contro
il razzismo.
Forum antirazzista Palermo, Aps Maghweb, Arci Palermo, Arci Sicilia, Arci
Porco rosso, Arte migrante Palermo, Associazione avvocati dei diritti
umani-Adduma Palermo, Associazione culturale caffè internazionale, Associazione
diritti e frontiere-Adif, Associazione Handala, Associazione Lab. Zen 2,
Associazione Nottedoro, Associazione Pellegrino della terra onlus, Borderline
Europe, Borderline Sicilia, Centro salesiano Santa Chiara, Hryo-Human Rights
Youth Organization, Centro Astalli Palermo, Cgil Migranti Palermo, Ciai-Centro
italiano aiuti all’infanzia Palermo, Ciss-Cooperazione internazionale Sud Sud,
Comitato antirazzista Cobas Palermo, Cooperativa libera... mente Palermo,
Cooperativa idee in movimento Palermo, Coordinamento antitratta di Palermo,
Emmaus Palermo, Istituto di formazione politica "Pedro Arrupe",
Itastra-Scuola di italiano per stranieri, La casa della cooperazione
circolo Arci, Laboratorio Zen Insieme, Laici missionari comboniani, La
Migration-Sportello migranti Lgbt, Mediterraneo di pace, Medicina democratica,
Missionari comboniani Palermo, Moltivolti, Osservatorio contro le
discriminazioni razziali "Noureddine Adnane", Palermo Pride, Per
esempio onlus, ROMpiamo i pregiudizi, Stato Brado, Frank Ferlisi (associazione
Italia-Cuba), Centro diaconale La Noce-Istituto Valdese Palermo, Adham M.
Darawsha (ex presidente della Consulta delle culture di Palermo) Fulvio
Vassallo Paleologo (giurista), don Enzo Volpe (direttore del Centro salesiano
Santa Chiara), Cosimo Scordato (rettore della chiesa San Francesco Saverio),
Anna Barbera (direzione Centro Amazzone di Palermo), Lina Prosa (drammaturga),
Enrico Montalbano (filmaker), Laura Verduci (operatrice umanitaria), Laura
Strack (operatrice sociale), Maria Ragonese (insegnante), Gabriella Voza
(operatrice sociale).
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