La base di Sigonella |
Acqua potabile per il personale delle basi US Navy di
Sigonella e Niscemi con “livelli inaccettabili di un inquinante chimico
sospettato di essere cancerogeno”. A renderlo noto, il quotidiano delle forze
armate statunitensi Stars and
Stripe in un servizio
pubblicato da Heidelberg (Germania). “La scoperta è stata fatta durante le
analisi di routine effettuate lo scorso 17 maggio dal personale sanitario della
Marina”, scrive Stars and
Stripes. “L’acqua delle stazioni aeronavali NAS I e NAS II a Sigonella e
dell’installazione di telecomunicazioni di Niscemi è stata contaminata dal
bromato e al personale militare è stato dato l’ordine di non bere più dai
rubinetti”.
“I
test hanno provato che la quantità di bromato è superiore al valore massimo
stabilito dall’EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente”, ha
aggiunto Hawkins. “L’EPA fissa questo valore in 10 microgrammi per litro, ma a
Sigonella sono stati riscontrati valori compresi tra i 52 e i 170 microgrammi”.
Sia
l’agenzia per la protezione dell’ambiente che l’Organizzazione mondiale della
sanità classificano il bromato come un “possibile” cancerogeno per l’uomo. La
sua ingestione, secondo il Dipartimento della salute dello Stato di New York,
può causare disfunzioni gastrointestinali, nausea, vomito, diarrea e dolori
addominali, può avere gravi effetti sul funzionamento dei reni e del sistema
nervoso e comportare anche la perdita dell’udito. “Le quantità rilevate nelle
installazioni siciliane non possono causare alcun sintomo”, ha tuttavia affermato
il portavoce di US Navy. Stranamente, però, il Comando di Sigonella ha invitato
il personale con “problemi specifici di salute” a consultare i medici
dell’Ospedale navale. Inoltre, dal 29 maggio, è stata disposta la distribuzione
di acqua imbottigliata “due volte al giorno, tre volte alla settimana” presso i
parcheggi di NAS I e NAS II. Verranno inoltre distribuiti quotidianamente oltre
7.000 litri di acqua nelle mense, nei ristoranti, nei centri scolastici e nelle
strutture sanitarie del complesso militare.
Secondo
il quotidiano delle forze armate, ad inquinare le fonti idriche delle basi di
Sigonella e Niscemi sarebbero stati i prodotti chimici utilizzati per la loro
disinfezione. Il Comando USA che in un primo momento aveva respinto ogni addebito,
ha poi ammesso che per ridurre le quantità di bromato ai valori ammessi dalla
legge “verrà ridotto l’uso di prodotti chimici al minimo necessario per
consentire la disinfezione dell’acqua, così come ne verranno utilizzati di
differenti”. I responsabili della base si sono però rifiutati di fornire
informazioni dettagliate sul tipo di disinfettanti sino ad oggi utilizzati.
Nel
2011 era entrato in funzione a NAS II un nuovo impianto di trattamento e
purificazione delle acque destinate all’irrigazione dei terreni. Costato più di
un milione di dollari, era stato voluto dal Public Works Department per ridurre la quantità di acqua
potabile utilizzata a scopi irrigui. “Naturalmente, esistono problemi
ambientali nell’usare l’acqua purificata per l’irrigazione”, ammisero i tecnici
del PWD in occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto. “Prima che il
sistema venisse installato, il nostro personale ha lavorato con le autorità
italiane e gli ufficiali medici di US Navy per ottenere le necessarie
autorizzazioni e assicurare all’impianto la completa rispondenza agli standard
previsti dall’US Public Health”. Gli stessi tecnici statunitensi hanno
dovuto riconoscere però che i permessi ambientali e sanitari sono stati
ottenuti dal Governo italiano con molta fatica. L’impianto e le condutture
idriche sono stati realizzati da una società italiana sotto la direzione di
Ameresco, una grossa società d’ingegneria e costruzioni con sede a Knoxville,
Tennesse.
Nonostante
l’entrata in funzione del nuovo sistema di purificazione, i consumi idrici a
Sigonella continuano ad essere enormi. Nel luglio 2004, i senatori Luigi Malabarba e Tommaso Sodano
(Prc), presentarono un’interrogazione parlamentare dove si rilevava che “una
gran parte delle risorse idriche della provincia di Catania viene sottratta
dalla base militare USA-NATO di Sigonella, non solo per essere sprecata nelle
attività tecniche, come la pulizia degli impianti dei veicoli, ma anche per
riempire le piscine delle villette dei soldati americani”. Secondo gli
interroganti, gli oltre 5.000 militari residenti nella base “consumano ogni
anno un miliardo di litri d’acqua, molto più del doppio di quanto sia concesso
ai cittadini di una qualsiasi grande città italiana”.
La
stima però sarebbe stata inferiore al dato reale. In un report del settembre
2008, ilPublic Works Department riportava
che il consumo medio settimanale di Sigonella era in quel periodo di 5.600.000
galloni d’acqua, cioè complessivamente di un miliardo e cento milioni di litri
all’anno. Con i “risparmi” odierni, il consumo medio settimanale si sarebbe
attestato intorno ai 3.500.000 di galloni. Sta però crescendo il numero dei
marines USA (erano 4.097 nel 2005, saranno 4.372 entro la fine del 2012),
mentre entro il 2015 giungeranno a Sigonella altri 800 militari (più familiari
a seguito) con l’AGS, il programma di sorveglianza terrestre della NATO basato
sugli aerei senza pilota Global
Hawk. Sempre più risorse idriche verranno sacrificate mentre altri
pericolosi composti chimici e idrocarburi continueranno ad inquinare i terreni
e le falde acquifere della piana di Catania e Niscemi.
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