
martedì, giugno 30, 2009
Corleone. Il bluff del Presidente della Provincia: una strada da 262 milioni di euro!

L'angoscioso grido d'allarme di Pino Maniaci:“Vogliono ammazzarmi”

Pino Maniaci, chi l’ha messa nel mirino?
“Le famiglie di Borgetto, Montelepre, Partinico, Cinisi e Terrasini. Ci sono indagini in corso. Devo essere cauto”.
Lei sta dicendo che c’è un piano per la sua eliminazione fisica?
“Sì. Indubbiamente, c’è. Hanno dato il via libera”.
E come vive?
“L’ho messo in conto da tempo. So che potrebbe succedermi qualcosa. Ho un rammarico: avere tirato la mia famiglia dentro questa storia”.
I suoi figli, per esempio. Negli occhi di Letizia brilla il fuoco dell’informazione.
“Lei è peggio di me”.
La sua è una zona calda.
“Tanti omicidi sotto le mie finestre. Come pensare di non rimanere coinvolti?”
Alla fine Pino Maniaci è stato assolto dall’accusa di esercizio abusivo.
“Ringrazio l’ordine dei giornalisti nazionale per la solidarietà. Ringrazio Enzo Iacopino e Giacomo Clemenzi”.
E l’ordine regionale, a riguardo?
“E’ irritato”.
Ha paura?
“Affronto la vita con coraggio. Finché…”.
Finché?
“Finché c’è”.
www.livesicilia.it
LUMIA: "MANIACI NON VA LASCIATO SOLO!
"Palermo, 29 giugno 2009 - “Pino Maniaci non va lasciato solo. È una grande risorsa della stampa libera”. Così il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia commenta le dichiarazioni dello stesso Maniaci secondo cui le famiglie mafiose di Borgetto, Montelepre, Partinico, Cinisi e Terrasini avrebbero in mente un piano per eliminarlo.
“Pino Maniaci - aggiunge Lumia - è il simbolo di un’informazione libera e coraggiosa, perché racconta gli interessi della mafia nel territorio, indicando nomi e cognomi dei boss.
“Pino Maniaci - conclude il senatore del PD - deve avere accanto a sé la parte migliore dello Stato e della società. Gli sarò sempre vicino e mi spenderò con tutte le mie forze perché gli sia garantita la massima attenzione da parte delle istituzioni”.
lunedì, giugno 29, 2009
Corleone. Il Presidente della Provincia illustrerà il suo faraonico piano per la grande viabilità. Un altro bluff sulla pelle della nostra zona?!

Domani mattina, sarà personalmente Giovanni Avanti, presidente della Provincia Regionale di Palermo, a “scomodarsi” per venire a Corleone, nei locali del centro multimediale "S. Lucia", ed illustrare le mirabilie del suo “Piano per la Grande Viabilità”, che prevede sei grandi cantieri ed investimenti per 1 miliardo e 700 milioni di euro. Roba da far girare la testa, se non fossero solo chiacchiere. In particolare, il Presidente della Provincia illustrerà il progetto della “Corleone–Mare”, che interessa 14 comuni, per un tracciato di 38,700 Km ed un costo di 252 milioni e 200 mila euro. Che l’ammodernamento della strada provinciale Corleone-S.Cipirello-Partinico (la cosiddetta Corleone-Mare) sia di vitale importanza per la zona interna del Corleonese non ci sono dubbi. LEGGI TUTTO
domenica, giugno 28, 2009
Corleone. E' nata la coop "Rinascita" che trasformerà in pasta biologica il grano coltivato sui terreni confiscati alla mafia

Corleone - Produrrà pasta biologica con il frumento coltivato sui terreni confiscati ai padrini di cosa nostra. Stanno tentando di realizzare un sogno i nove soci della cooperativa “ Rinascita Corleonese”. «L’idea è nata, due anni fa, tra alcuni operai iscritti alla Cgil, che erano stati appena licenziati da un pastificio, dove lavoravano da anni. – spiega Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone - Non mancava loro la professionalità, ma erano stati licenziati dalla fabbrica perché avevano chiesto il pagamento dei salari, dopo… 7 mesi di vana attesa». Si aprì un confronto con le cooperative sociali che lavoravano sui terreni confiscati alla mafia e che coltivavano grano biologico, che trasformavano in pasta, ma a qualche migliaio di chilometri di distanza, in Emilia Romagna. «Perché non fare una cooperativa degli operai licenziati, realizzare un pastificio e trasformare in pasta il grano delle cooperative sociali antimafia?», fu questo il ragionamento. «In tal modo – pensarono i soci della cooperativa – accorciamo la filiera produttiva e rafforziamo la filiera etica, creando lavoro e sviluppo». «Le cooperative antimafia – dice Calogero Parisi, presidente della “Lavoro e non solo” - aderirono subito all’idea, la Legacoop Sicilia la condivise, e fu così che nacque “Rinascita Corleonese”, che nei prossimi giorni inizierà a ristrutturare il capannone da 850 metri quadrati di contrada Rubina». Al loro fianco c’è Banca Etica «Contribuiremo con un prestito di 100.000 euro», dice con orgoglio il vice presidente Tommaso Marino. A questi si aggiungerà un ulteriore finanziamento dell’IRCAC di 350.000 euro, come ha sottolineato il commissario dell’Ente, l’on. Antonio Marullo, anche lui presente ieri a Corleone per incoraggiare i «nuovi imprenditori, che ci hanno messo anche la loro liquidazione ed i loro risparmi». A garantire la bontà dell’operazione la Legacoop con il suo presidente nazionale Guliano Poletti ed Elio Sanfilippo, presidente regionale. «Si sta innescando un processo di sviluppo – spiega Elio Sanfilippo – da questa terra segnata dalla presenza mafiosa arriva finalmente un segnale di speranza e di progresso». ( *Co.Di*)
Il Diario dei ragazzi corleonesi dal campo di volontariato antimafia a Pistoia

I ragazzi del campo
25 giugno 2009
Partinico. «Battaglia» tra Onlus per un bene confiscato. L'immobile è stato assegnato alla «Gatto Silvestro», contrari Legambiente e Giovani comunisti

Roberto Conigliaro
La Sicilia, 27.06.2009
Partinico. Assolto Pino Maniaci, giornalista antimafia. "Ma ora mi aspetto altri attacchi"

PALERMO - Il giudice monocratico di Partinico, Giacomo Barbarino, ha assolto il direttore di Telejato Pino Maniaci dall'accusa di esercizio abusivo della professione. Secondo il giudice, l'attività dell'emittente guidata da Maniaci, si è caratterizzata "per le sue campagne contro Cosa nostra, nonché per la sua opera di informazione in altri servizi quali l'ambiente, le speculazioni sul territorio". "Adesso mi aspetto altri attacchi da parte dei miei detrattori", dice il conduttore dell'emittente televisiva privata di Partinico subito dopo la pronuncia della sentenza. "Oggi abbiamo assistito - aggiunge Maniaci - a una sentenza del tutto simile a quella pronunciata dalla giustizia qualche anno fa. Allora come oggi sono stato assolto dall'accusa di esercizio abusivo della professione giornalistica da un giudice che ha citato l'articolo 21 della Costituzione. Ringrazio per il sostegno offertomi il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, il consigliere Giacomo Clemenzi e il mio avvocato Bartolomeo Parrino per l'ottimo lavoro svolto". Nel maggio scorso Maniaci è stato iscritto all'ordine dei giornalisti nell'elenco pubblicisti. Soddisfazione è stata espressa proprio da Iacopino, che era a Palermo accanto a Pino Maniaci per la sentenza. "C'è un giudice almeno a Partinico. Un giudice capace di assolvere Pino Maniaci incredibilmente accusato di esercizio abusivo della professione giornalistica. Un giudice capace di respingere le inverosimili interpretazioni della legge fatte dalla Procura della Repubblica". Per Iacopino "Maniaci ha seguito il percorso imposto dalle norme per chiedere di essere iscritto all'Albo dei giornalisti come pubblicista, ma ne veniva ugualmente chiesta la condanna tentando in aula di trovare conforto in non so che cosa mai avrebbe potuto dire il presidente dell`Ordine regionale del quale la pubblica accusa chiedeva la convocazione". Maniaci, imprenditore edile che rilevò l'emittente nel 1999, e Telejato sono famosi per i servizi del tg e le vere e proprie campagne contro Cosa nostra, senza dimenticare le stoccate alla gestione amministrativa, la questione ambientale, il degrado politico, speculazioni sul territorio. Negli anni l'emittente e Maniaci hanno ricevuto molteplici minacce e subito diversi attentati mafiosi: tra i più gravi c'è il pestaggio subito da Maniaci nel gennaio 2008 a opera del figlio di un boss mafioso, e a luglio dello stesso anno la sua auto, parcheggiata sotto la sede della tv, è stata incendiata. Non solo, Maniaci ha collezionato circa 200 querele da parte della titolare di una distilleria.
26/06/2009
Matteoli: "Il ponte resta una priorità". Ma la pentita avverte: "Mafia pronta"

ROMA - Il ponte sullo Stretto di Messina è "una priorità per il governo e tale resta". A sottolinearlo è il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, che si trova a Montevideo (Uruguay) per una visita istituzionale che domani proseguirà in Venezuela. "Lo slittamento tecnico di ieri al Cipe - precisa il ministro - non cambia il programma e i tempi della sua realizzazione". Intanto Giusy Vitale, prima donna capo del mandamento mafioso di Partinico e ora collaboratrice di giustizia, dopo essere passata anche attraverso il carcere duro, rivela: "Tra Cosa nostra e i calabresi, ci sono già stati contatti in vista dell'ipotesi della costruzione del ponte sullo Stretto. I miei fratelli (Vito e Leonardo, in carcere ndr) avevano già accordi con la 'ndrangheta per armi e droga". Intervistata per la rubrica "Storiacce" in onda domani alle 19.30, Vitale parla dei suoi passati contatti con Matteo Messina Denaro, il super boss di Castelvetrano ancora latitante, dei nuovi equilibri ai vertici della Cupola dopo gli arresti eccellenti e dei dissidi tra l'ala di Totò Riina e quella di Provenzano. "Denaro può rimanere solo nel suo lato di Sicilia, non gestirla tutta", dice la collaboratrice di giustizia, citando Mimmo Raccuglia come altro influente boss di Cosa nostra. Nell'intervista, Vitale parla della divisione degli appalti, del riciclaggio del denaro da parte del suo clan e anche degli "affari sui rifiuti", oggetto di indagine.
27/06/2009
venerdì, giugno 26, 2009
La lettera di don Paolo Farinella al cardinale Bagnasco: "Perchè assolvete il premier da ogni immoralità?"

di don PAOLO FARINELLA
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. LEGGI TUTTO
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. LEGGI TUTTO
giovedì, giugno 25, 2009
Giuliana. Arrestato un pastore per violazione di sigilli su un terreno adibito a discarica abusiva

Giuliana - E’ stato arrestato per violazione dei sigilli apposti lo scorso marzo dai carabinieri in un terreno di sua proprietà che aveva adibito a discarica. A finire in manette un pastore di Bisacquino, Gaetano Calma (nella foto), di 55 anni, che si era recato nel fondo sottoposto a sequestro giudiziario in compagnia del figlio che è stato denunciato. Le disavventure giudiziarie per il pastore erano iniziate lo scorso mese di marzo quando i carabinieri della stazione di Giuliana, che dipende dalla compagnia dell’Arma di Corleone, nell’ambito di una più vasta operazione di controllo del territorio disposta e coordinata dal Gruppo Carabinieri di Monreale, finalizzata a prevenire e reprimere i reati in materia ambientale, avevano individuato un’area degradata in prossimità del comune di Giuliana. I carabinieri avevano iniziato una capillare operazione di monitoraggio del territorio della provincia, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza per i rifiuti nella provincia di Palermo. Nel terreno individuato dai militari, che hanno accertato essere nella piena disponibilità dell’arrestato, i carabinieri trovarono di tutto: carcasse di autovetture, elettrodomestici in disuso, pneumatici, batterie di auto, telai di motorini ma anche carcasse di cani e suini per i quali gli investigatori stanno ancora svolgendo indagini e riscontri. Alcuni degli animali trovati morti, infatti, potrebbero essere stati soppressi per impiccagione, ipotesi che, se accertata, potrebbe far scattare a carico degli indagati il reato di maltrattamento di animali. L’area fu sottoposta a sequestro dai militari che vi apposero i sigilli; mentre per Gaetano Calma scattò la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese. Il pastore fu nominato custode giudiziale dell’area e degli immobili che insistevano su di essa. Ma, incurante degli obblighi che derivavano dalla denuncia e dal sequestro, Gaetano Calma ha continuato secondo quanto accertato dai carabinieri, ad accedere in quel sito fino a ieri, quando è stato colto sul fatto ieri dai militari della Stazione di Giuliana, che lo hanno sorpreso a violare i sigilli, mentre era in compagnia del figlio 28enne. All’interno della macchina dei Calma, perquisita dagli investigatori, sono stati trovati 3 coltelli a serramanico del tipo vietato, che sono stati sottoposti a sequestro penale. Per questo motivo i due sono stati denunciati anche per porto abusivo di armi da taglio. (*CO.Di*)
Trapani non ci sta: "100.000 Linares"

TRAPANI - "I trapanesi odiano la mafia", "100.000 Linares": sono le scritte contro la mafia e inneggianti al dirigente della squadra Mobile di Trapani, Giuseppe Linares, su volantini comparsi, questa mattina, in corso Piersanti Mattarella, attaccati alla cabina telefonica posta all'incrocio con la via Cofano, a piazza Vittorio Veneto, accanto al Palazzo delle Poste e sull'autostrada A 29, proprio nello stesso tratto in cui ieri era stata scoperta su un muro la scritta "Più Capaci meno Linares". La polizia di Stato ha cancellato la scritta contro il dirigente della questura trapanese.E nel social forum Facebook grande partecipazione al gruppo "Solidarietà a Giuseppe Linares capo della Mobile di Trapani", creato appositamente. In poche ore sono state raccolte 429 adesioni e lasciati oltre 50 messaggi in bacheca. Il gruppo sta anche organizzando una manifestazione pubblica di sostegno al dirigente della polizia e "per le forze dell'ordine che combattano giornalmente per eliminare la mafia dalla nostra amata terra".
25/06/2009
Piaghe italiche o piaghe mortali

«Italia mia, benché ’l parlar sia indarno / a le piaghe mortali / che nel corpo tuo sì spesse veggio...». Così lamentava Petrarca per le discordie dei signori di allora. E quelle piaghe italiche sembra che d’epoca in epoca si aprano nel bel corpo, che forse bello più non è, piaghe mortali oggi in questo paese governato da un signore-padrone che non ha avuto bisogno di olio di ricino e manganello, ma ha usato quell’arma del video (video della morte e non «della vita», come l’ha chiamato Quasimodo) per conquistare il potere. Potere politico su un paese da anni telestupefatto, alienato dai messaggi di volgarità e di stupidità. LEGGI TUTTO
mercoledì, giugno 24, 2009
Bisacquino. E' stato assegnato il premio "Gioachino Montalbano English Award"

Nella foto (Gino Campisi), da sinistra: il prof. Cacciabaudo, il preside Bonanno, Antonino Ventimiglia, Chiara Lucia, Andrea Montalbano e il prof. Mulè.
martedì, giugno 23, 2009
Cgil: morto a Palermo Peppino Miceli, storico dirigente della Fiom e deputato del Pci

Rassegna.it, 23/06/2009 16:28
Regione, Piro (Pd): “Il consuntivo 2008 presenta cifre da paura. Si va verso il dissesto mentre il governo organizza il balletto degli assessori"

lunedì, giugno 22, 2009
Corleone. Pur di ritardare la discussione della mozione sull'acqua, il presidente del consiglio Mario Lanza viola il Regolamento consiliare

Nonostante l’art. 24 dello statuto comunale stabilisca che «il presidente del consiglio rappresenta l'intero consiglio comunale, ne garantisce il buono andamento, ne tutela la dignità del ruolo e ne assicura l'esercizio delle funzioni allo stesso attribuite…», l’attuale presidente Mario Lanza (Pdl) sa fare bene solo il “cane da guardia” della maggioranza di centrodestra, anche a costo di gravissime violazioni regolamentari. Le prove? Eccole! Lo scorso 5 giugno, cinque consiglieri comunali (chi scrive, Salvatore Schillaci, Leo Colletto, Franco Di Giorgio e Lillo Marino) hanno presentato, ai sensi e per gli effetti dell’art. 7, punto 1), del Regolamento dei lavori consiliari, la richiesta di convocazione del consiglio comunale con all’ordine del giorno l’approvazione della mozione di censura al sindaco per la “svendita” del servizio idrico e di rivendicazione del valore dell’acqua come bene pubblico. Data l’importanza dell’argomento, i cinque consiglieri hanno chiesto che la seduta si potesse svolgere in villa comunale, per favorire la massima partecipazione dei cittadini. L’art. 7 del Regolamento prevede che «per i motivi di cui ai punti 1 e 2 la riunione del Consiglio deve avere luogo entro 20 giorni dalla richiesta». Cioè, dovrebbe avere luogo entro il prossimo 25 giugno. Lanza, invece, proprio oggi 22 giugno ha convocato la seduta per il prossimo 1° luglio, 6 giorni dopo il termine ultimo imposto dal Regolamento. E, tra l’altro, non l’ha convocato per discutere e approvare la mozione sull’acqua, ma solamente per decidere il luogo dove tenerla. Siamo, cioè, ancora ai preliminari. Confessiamo che il dott. Mario Lanza non finirà mai di stupirci. Credevamo che avesse una certa dose di onestà intellettuale. Ma, purtroppo, non è così. Ha sicuramente abbondanti dosi di cinismo e di ipocrisia politica. All’opposizione dice che capisce, che condivide, ma poi gli ordini li prende dal sindaco Nino Iannazzo. Anche a costo di violare clamorosamente il Regolamento dei lavori consiliari, anche a costo di marce indietro indecorose. E pur di allontanare il più possibile il momento della resa dei conti davanti all’opinione pubblica sulla scelta dell’Amministrazione Iannazzo di svendere il servizio idrico ad Acque Potabili Siciliane in cambio di un miserabile piatto di lenticchie! Aspettiamo ancora che il sindaco ci comunichi i nomi delle “lenticchie” in cambio delle quali ha “regalato” sorgenti e rete idrica ad APS. Aspettiamo di vedere se APS comunica al sindaco i nomi dei dipendenti assunti a Corleone. E aspettiamo ancora che sindaco e assessori giurino sul loro onore che non hanno avuto assunti parenti e amici.
P.S. Aspettiamo anche che, in un sussulto di dignità politica, il presidente del consiglio comunale, Mario Lanza, si renda conto della gravissima violazione del Regolamento consumata, chieda scusa al Consiglio e rassegni le sue dimissioni. Se non lo farà spontaneamente, chiederemo l’intervento dell’Assessorato Regionale agli Enti Locali. (d.p.)
Palermo-Corleone, abusivismo edilizio e legalità

Anche a Corleone, qualche mese fa, è accaduto qualcosa del genere. Solo che la conclusione è stata diversa. I carabinieri hanno denunciato un caso di abusivismo edilizio in piazza Sant’Agostino, riguardante un immobile di proprietà della figlia dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Gambino. Ma, rispondendo all’interrogazione di alcuni consiglieri comunali, il sindaco di Corleone (“città della legalità”, come ha voluto formalmente chiamarla Nino Iannazzo, coniando un apposito logo che campeggia sui fogli di carta intestata del comune) ha sostenuto che Gambino poteva restare tranquillamente al suo posto perché la casa era della figlia, peraltro neanche convivente con lui. Chissà se queste sue “belle imprese” di legalità militante Iannazzo le racconta quando s…parla di “antimafia” e di “percorsi di legalità”!?
(FOTO: il sindaco Iannazzo; alla sua destra: l'assessore Gambino).
domenica, giugno 21, 2009
Corleone. Altre due "belle imprese" di Nino Iannazzo, sindaco della "legalità"

Corleone. Il vice-sindaco Pio Siragusa ai dipendenti comunali: "Ve lo do io il ponte!"

Arrestato in Venezuela il boss Salvatore Miceli

Miceli, "ministro degli Esteri" di Cosa Nostra

I pentiti lo chiamano il “ministro degli esteri” di Cosa nostra. Salvatore Miceli era sempre in viaggio. E quando tornava in Sicilia i padrini più in vista se lo contendevano a cena. Qualcuno l’aveva soprannominato “la gallina dalle uova d’oro”, perché le sue relazioni con i trafficanti calabresi, e per il loro tramite, con i narcos sudamericani, erano fonte di sempre nuovi affari. Eppure, qualcuno in Cosa nostra cominciava a guardarlo con sospetto. All’i nizio degli anni Novanta, Giovanni Brusca, anche lui aspirante trafficante internazionale di droga, andava dicendo in giro che Miceli aveva fatto scomparire una grossa partita di droga, e chiedeva alla Cupola che fosse ucciso. LEGGI TUTTO
Palermo: Orlando (PD), direttore generale Gesip chiarisca l'utilizzo di beni della società rispetto ad attività professionale privata

“Sul sito www.avvocatipalermo.it/portale/albo/show.php?id=8194 – si legge nell’interrogazione - risulta iscritto all’albo ‘l’avvocato Giacomo Palazzolo il cui studio è ubicato in via Maggiore Toselli 36/M – 90100 Palermo, telefono 917904404, fax 917904507’: ma la sede e le utenze telefoniche sono le stesse della GESIP S.p.A”.
Nell’interrogazione Orlando chiede di sapere, fra l’altro, se “trattandosi di una società pubblica, è legittimo che il direttore generale possa utilizzare beni e servizi della stessa per finalità legate alla sua attività professionale” e “se gli organi societari sono a conoscenza di tale situazione”.
“Purtroppo – conclude Orlando – in Italia si è diffuso un pericoloso virus: in tanti si credono ‘piccoli Berlusconi’ e di conseguenza non distinguono la differenza fra ciò che è pubblico e ciò che è privato, e viceversa. E sono convinti che le proprie attività private si possano far pagare ai contribuenti”.
20 giugno 2009
mercoledì, giugno 17, 2009
Ficuzza (Corleone). Al via la stagione antincendio 2009 nella provincia di Palermo

Ficuzza (PA) - Inaugurata la stagione antincendio 2009 del Corpo Forestale della Regione Siciliana della provincia di Palermo, alla presenza del dirigente provinciale Francesco Sgueglia, dei vertici provinciali del Corpo e delle altre forze dell’ordine. Per la Tenenza della Guardia di Finanza di Corleone era presente il maresciallo Giuseppe Coppola, una folta delegazione di veterani del Corpo Forestale. Una messa in onore di San Giovanni Gualberto, patrono del Corpo Forestale, un sobrio “coffee break” e poi tutti al lavoro. Sono 14 i nuovi automezzi che andranno a potenziare i 21 distaccamenti presenti in provincia. LEGGI TUTTO
Il voto europeo premia gli "esterni": una sfida per il Partito Democratico e i movimenti

Due questioni, dopo le elezioni europee, riguardano lo stato di salute del Partito democratico e il futuro del movimento Un´Altra Storia. Due tematiche intrecciate da alcuni anni, quelle dei partiti e dei movimenti. I primi più controversi, ma abbastanza stabili, i secondi più informali e vitali, ma che non tengono alla media distanza. Talvolta copiando il peggio dei partiti. Nel Pd si è fatta strada una prima controversia. Di chi è il merito delle affermazioni di Crocetta e della Borsellino? Questione che lasciamo a chi vuole tormentarsi più del dovuto. Basterebbe solo dire che senza il Pd, rimanendo nelle loro formazioni di appartenenza, mai Crocetta e la Borsellino avrebbero messo insieme quasi quattrocentomila voti. LEGGI TUTTO
Cantieri navali Palermo: Cracolici, convocare tavolo tecnico per rilancio stabilimento e tutelare posti di lavoro

Regione: Lupo (Pd), uscire dal ‘mistero’ che avvolge il governo, Lombardo riferisca subito in aula

“È inaccettabile – ha aggiunto - che nel pieno di una crisi che si sta rivelando pesantissima per la Sicilia, la nostra regione abbia un esecutivo incompleto e a mezzo servizio, che somiglia sempre più ad un governo ad interim”. Rivolgendosi al presidente dell’Ars Francesco Cascio, Lupo ha chiesto di “calendarizzare al più presto una seduta che veda la presenza del presidente della Regione, Raffaele Lombardo”. Rispondendo alla richiesta di Lupo, Cascio ha detto che domattina incontrerà Lombardo proprio per fissare una seduta d’aula da dedicare al dibattito sulla situazione politica e sul governo regionale.
Palermo, prende il via il coordinamento delle associazioni siciliane dell'emigrazione

Palermo: Orlando (PD), istituire ‘onda verde’ per diminuire traffico e inquinamento automobilistico

“Si tratta di un metodo relativamente semplice – aggiunge – che viene utilizzato da tempo in moltissime città d’Italia e del mondo, che se viene ben ‘tarato’ alle esigenze e alle peculiarità delle singole realtà urbane permette di condurre un’auto ad una velocità costante e ‘trovare sempre il verde’ lungo un determinato percorso. In questo modo si velocizza il traffico automobilistico, diminuiscono i tempi di spostamento e si abbassano le immissioni di Co2. Chiederò un incontro con l’assessore al Traffico – conclude Orlando – per discutere concretamente questa proposta”.
martedì, giugno 16, 2009
L'Associazione "Prociv-Arci" di Corleone di nuovo con i terremotati d'Abbruzzo

FOTO. I volontari davanti casa Giaccone a Pianola in Abbruzzo
Mafia, tredici arresti a Trapani: coprivano il boss Messina Denaro

TRAPANI - 13 persone sono state arrestate dagli agenti del Servizio centrale operativo (Sco) e delle Squadre mobili di Trapani e Palermo perché favorivano i contatti fra il boss latitante trapanese, Matteo Messina Denaro, e alcuni esponenti di vertice di Cosa nostra palermitana, fornendogli pure falsi documenti. Per l'accusa sono i componenti di una fitta rete di favoreggiatori che da anni copre il capomafia di Trapani, accusato di omicidi e stragi, ricercato da 16 anni, che avrebbe coperture anche a Roma. LEGGI TUTTO
MESSINA DENARO. Il boss, lo scrivano e le veline
Il ritratto del latitante trapanese che ha ereditato i segreti di Riina e Provenzano. Unico indizio della sua presenza, i pizzini ritrovati. E qualche favoreggiatore davvero poco discreto.
di Salvo Palazzolo
Regione: Cracolici, Lombardo riferisca in aula. L’Ars all’oscuro di tutto e da Cascio silenzio assordante

“Il solerte presidente dell’Ars Cascio, supportato da 37 deputati della ‘ex maggioranza’ di centrodestra, aveva convocato una seduta straordinaria alla vigilia del voto, per poi chiedere il rinvio. Adesso, invece, vige un silenzio assordante. Ma i siciliani hanno diritto di sapere se c’è un governo, se c’è una maggioranza e se ci sono le condizioni per affrontare le emergenze della nostra regione. Invece si assiste a questo spettacolo da operetta, che rischia di renderci tutti ridicoli agli occhi dei siciliani. La crisi politica di questo centrodestra – aggiunge - è ormai divenuta una farsa: in nome dell’autonomia tutti i contendenti di questo teatrino fanno appelli alla politica romana per risolvere i loro conflitti, ma l’unica cosa che emerge è la drammatica debolezza di una classe dirigente che non è in grado di mostrare autorevolezza e rispetto per le istituzioni”.
lunedì, giugno 15, 2009
Avvincente e combattuto il 29° Rally Conca d'Oro. Giovanni Cutrera beffa Vintaloro sul filo di lana e si aggiudica il trofeo Franco Vintaloro

Gianfranco Mavaro
Da GuidaSicilia.it
Da GuidaSicilia.it
Corleone. La Cgil protesta per la mancanza di personale all'ospedale. "Si riduce l'impegno per la nostra struttura"

Bianca Berlinguer ricorda il padre: «Quel giorno a Yalta con con Ponomariov...»

Dal giorno della sua morte la famiglia di Enrico Berlinguer – la moglie, i suoi quattro figli – ha mantenuto un riserbo assoluto. Mai un’intervista né uno scritto sul marito e sul padre. «Perché così lui avrebbe voluto, perché niente si poteva togliere né aggiungere davanti a quella grande testimonianza di affetto collettivo», dice oggi Bianca. Ora che sono passati 25 anni, un quarto di secolo, la primogenita di Enrico ha deciso di condividere con i lettori dell’Unità un frammento del diario familiare. Una foto dall’album che ci lascia entrare per un momento nella sua vita privata e nei suoi ricordi, un varco in uno spazio gelosamente custodito: ci mostra il padre com’era e ci consente di immaginare di vederlo. Al mare, un giorno qualsiasi. È un regalo, in un certo senso. Lo accogliamo con gratitudine. LEGGI TUTTO
Rostagno, le norme garantiste salvano il presunto killer

Il Tribunale del riesame di Palermo ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Maria Pino nei confronti di Vito Mazzara, accusato di avere fatto parte del gruppo di fuoco che, il 26 settembre 1988, uccise a Lenzi il giornalista e sociologo Mauro Rostagno, ex leader di Lotta Continua, fondatore della Comunità Saman.
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sabato, giugno 13, 2009
“Istituire il Parco archeologico di Selinunte”. L’appello lanciato nelle giornate di studio in onore di Vincenzo Tusa

Chi è Vincenzo Tusa?

Con il Pd, non nel Pd...

Cari amici di Europa, con l'editoriale del vicedirettore Chiara Geloni introducete, con garbo, un punto politico importante: come rendere utile al Paese e al centrosinistra la proposta politica di Sinistra e Libertà? Come rendere utile quel milione di voti ricevuti e il “sogno” che essi incarnano? La risposta è nel cammino che ci aspetta. Partendo da alcune premesse: la prima si chiama autonomia. E l’ autonomia di un progetto politico pretende rispetto. Ecco la ragione del mio disagio di fronte all’invito rivoltoci dal capogruppo del PD alla Camera Antonello Soro: “integratevi!”. Non credo che integrarci nel Partito Democratico sarebbe cosa utile: né al PD né a quel milione di elettori che con il loro voto non hanno voluto tenere a battesimo una possibile nuova componente dei democratici ma un’ autonoma forza della sinistra italiana.Credo che l’utilità di Sinistra e Libertà sia quella di contribuire concretamente, politicamente, in forme e intenzioni trasparenti, alla costruzione d’un nuovo centrosinistra. Che recuperi lo spirito positivo del primo Ulivo. Che metta in rete tra loro culture politiche e linguaggi diversi dentro una comune cornice di valori. Ma perché questo accada occorre reciproco rispetto e autonomia. Sinistra e Libertà è un progetto politico destinato a mettere radici nei prossimi mesi, pronto a dialogare con le altre forze del centrosinistra ma ben attento a rispettare il mandato ricevuto dagli elettori: coniugare insieme le parole sinistra e libertà in un processo politico nuovo, rivolto al futuro e al Paese.Scelte chiare, che abbiamo rispettato anche in questa campagna elettorale: un cartello con Rifondazione comunista ci avrebbe regalato il 4% e qualche eletto ma avrebbe disperso le ragioni del nostro impegno. Chi vi scrive è stato ben felice di sacrificare la propria permanenza al Parlamento Europeo pur di non sacrificare la coerenza del nostro progetto. Il dialogo politico, la collaborazione, il comune impegno elettorale fa parte di questo progetto: a patto di non parlare di integrazione. Sinistra e Libertà, assieme al PD e all’IDV, può rappresentare la risposta alle destre e a Berlusconi. Ma nella chiarezza e nel rispetto reciproco dell’identità di ciascuna forza politica. Più che un sogno, tutto ciò lo considero una comune responsabilità.
13/06/2009
venerdì, giugno 12, 2009
Intercettazioni. Rita Borsellino ha aderito all'appello di Repubblica contro il ddl sulle intercettazioni: "la democrazia è in pericolo!"

giovedì, giugno 11, 2009
Rita Borsellino eletta deputato europeo con 229.981 voti. La candidata più votata in Sicilia dopo Berlusconi

Rita Borsellino è stata eletta nella circoscrizione Italia insulare (Sicilia e Sardegna) per il Partito Democratico con 229.981 voti, il risultato più elevato dopo quello di Silvio Berlusconi (365.588), e superiore a quello del governatore Raffaele Lombardo che nelle isole ha raccolto 200.608 voti su un totale di 2.451.295. La capolista del Pd ha ottenuto 199.391 voti in Sicilia e 30.590 in Sardegna.
Ciancimino, indagati quattro politici siciliani

ROMA — L’accusa è concorso in corruzione aggravata dall’aver favorito l’associazione mafiosa. I senatori inquisiti Carlo Vizzini (Popolo della Libertà, presidente della commissione Affari costituzionali), Salvatore Cintola, Saverio Romano e Salvatore Cuffaro (Udc) saranno chiamati a risponderne nei prossimi giorni davanti ai magistrati della Procura di Palermo che indagano sul cosiddetto «tesoro » di Vito Ciancimino, l’ex sindaco della città condannato per mafia e morto nel 2002. L’inchiesta è scaturita dalle più recenti dichiarazioni dell’ultimogenito di Ciancimino, Massimo, già condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesi di carcere per riciclaggio dei soldi del padre. LEGGI TUTTO
Corleone. Ecco la risposta (non risposta) all'interrogazione sulle presunte assunzioni clientelari ad Acque Potabili Siciliane
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mercoledì, giugno 10, 2009
La Galva Spa, impresa controllata dalla famiglia Pisante (indagata per mafia), partecipa con l'8,4% ad Acque Potabili Siciliane!

martedì, giugno 09, 2009
Dal convegno "Corleone in mappa" un altro contributo per conoscere la storia della città

lunedì, giugno 08, 2009
Le elezioni europee a Corleone: crolla il PDL (-11.32%), avanza l'UDC (+ 7.65%), tiene bene il PD (20.01%)

Ottiene un buon risultato l'MPA di Raffaele Lombardo, che dalle urne ha visto uscire 394 schede a suo favore, pari 10.01%. Se si pensa che a Corleone è un partito di opposizione, il risultato conferma che la linea è quella giusta.
Un balzo avanti l'ha fatto l'UDC, rispetto al brutto risultato del 2004, quando aveva ottenuto 682 voti, pari al 13.06%. Quest'anno, invece, ha ottenuto 815 voti, pari al 20.71%, con un + 7,65%. Un poco al di sotto dei suoi mille voti, ma la... caduta di Antinoro si fa sentire.
E il Partito Democratico? Sia in Italia che a Corleone si batteva contro "giganti" dal potere immenso. Nel 2004 (Uniti nell'Ulivo) aveva ottenuto 1.035 voti, pari al 19.82%. Per il partito di Franceschini, ieri dalle urne sono uscite 748 schede, pari al 19.01%. Tenuto conto dell'aumento delle astensioni, è stata una vera tenuta, insperata ed insperabile, se si pensa allo stato confusionale in cui si è trovato il partito e ai consistenti pezzi di gruppo dirigente ex Ds ed ex Margherita che sono rimasti ai margini della campagna elettorale. Un'ottima affermazione l'ha avuta Rita Borsellino, premiata dai corleonesi con 430 voti di preferenza. Ha ottenuto 216 preferenze Giovanni Barbagallo, 173 Rosario Crocetta e 146 Italo Tripi.
Italia dei Valori di Antonio Di Pietro è la novità in Italia, ma a Corleone non "sfonda": ottiene solo 173 voti, pari al 4,40%. Scomparse, invece, le due liste di sinistra: 0,71% Sinistra e Libertà, 1.07% Rifondazione Comunista.
E il Partito Democratico? Sia in Italia che a Corleone si batteva contro "giganti" dal potere immenso. Nel 2004 (Uniti nell'Ulivo) aveva ottenuto 1.035 voti, pari al 19.82%. Per il partito di Franceschini, ieri dalle urne sono uscite 748 schede, pari al 19.01%. Tenuto conto dell'aumento delle astensioni, è stata una vera tenuta, insperata ed insperabile, se si pensa allo stato confusionale in cui si è trovato il partito e ai consistenti pezzi di gruppo dirigente ex Ds ed ex Margherita che sono rimasti ai margini della campagna elettorale. Un'ottima affermazione l'ha avuta Rita Borsellino, premiata dai corleonesi con 430 voti di preferenza. Ha ottenuto 216 preferenze Giovanni Barbagallo, 173 Rosario Crocetta e 146 Italo Tripi.
Italia dei Valori di Antonio Di Pietro è la novità in Italia, ma a Corleone non "sfonda": ottiene solo 173 voti, pari al 4,40%. Scomparse, invece, le due liste di sinistra: 0,71% Sinistra e Libertà, 1.07% Rifondazione Comunista.
Dino Paternostro
Corleone, pagati gli stipendi ai dipendenti comunali. Ma a fine giugno cosa accadrà?
Dopo la lettera di diffida della F.P.-CGIL di Palermo, che sabato scorso aveva messo in mora l'Amministrazione comunale di Corleone sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali, è accaduto il "miracolo". Non reggendo più la pressione del sindacato e dei dipendenti comunali, che chiedevano con determinazione di avere pagate le spewttanze dovute, il sindaco Nino Iannazzo ha tentato una mossa "disperata". Ha chiesto, cioè, al Banco di Sicilia/Tesoriere di "fermare" alcuni mandati già in pagamento, recuperare i soldi e pagare gli stipendi. Un'operazione sul filo del rasoio, che, per fortuna dei dipendenti, è riuscita. E così tutti hanno potuto avere i loro stipendi. Ma, con questi chiari di luna, cosa accadrà a fine mese, quando si dovranno pagare gli stipendi di giugno?
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